STAGIONE 1995/96 – SERIE A1

STAGIONE 1995/96

SERIE A1

RESOCONTO

Un’altra stagione intensa e nel complesso molto positiva, per una Virtus che rafforza la struttura societaria con l’arrivo del general manager Gino Natali. Il colpo di mercato è l’arrivo di Hugo Sconochini, acquistato da Milano, mentre Fabrizio Ambrassa va a Treviso. Il nuovo sponsor è la Nuova Tirrena assicurazioni. Gli americani sono il playmaker Steve Henson e il pivot Marty Embry, reduce da una buona stagione a Pistoia e in precedenza visto proprio a Desio. E’ l’ultimo “regalo” di Pieraldo Celada, che trova la morte in un incidente stradale nel marzo del 1996. Confermato Tonolli, la panchina si completa con Busca, Mayer, Avenia, Sabbia e Cessel. L’inizio non è entusiasmante, a causa delle difficoltà di adattamento al basket europeo di Henson, e viene macchiato da una precoce eliminazione dalla Coppa Italia subita da Siena. Il playmaker bianco, grandissimo tiratore da tre punti, micidiale esecutore di tiri liberi, ottimo agonista e atleta migliore di quanto sembri (è figlio di un coach e in gioventù ha praticato addirittura il decathlon), si sblocca alla seconda giornata realizzando 20 punti proprio contro Siena. La partenza in campionato è ottima: nelle prime 7 partite arrivano vittorie, ma anche nelle 2 sconfitte, Roma fa un figurone a Treviso e a Varese. Priva di Embry, la Virtus va a un passo dal colpaccio in casa della Fortitudo Bologna e viene punita solo da una furbata di Djordjevic, che inganna gli arbitri procurandosi tre tiri liberi nel finale, pur avendo commesso fallo su Henson. Embry rientra nella giornata successiva a Pistoia, dove la squadra di Caja viene punita da un canestro di Davide Ancilotto all’ultimo secondo e dove il pivot rimedia un infortunio che costringe la società al taglio.

Nella giornata successiva, con un solo straniero e Tonolli schierato da pivot, va in scena una situazione emotivamente intensissima. Il 26 novembre 1995, infatti, al Palaeur arriva l’Olitalia Forlì. Cioè proprio la squadra che Angelo Rovati aveva trasferito in Romagna nell’estate del 1994. In pratica, la Virtus Roma gioca contro se stessa: basti pensare che nel roster avversario ci sono Attruia, Niccolai, Monti, Focardi e Moltedo, oltre a Claudio Capone, il cui cartellino è di proprietà di Giorgio Corbelli e che l’anno dopo non a caso giocherà a Roma. Sono tanti, troppi, i motivi per cui questa partita va vinta, Niccolai viene contestato, la Virtus lo capisce e dopo essere stata a lungo sotto nel punteggio vince nel finale.

È l’ultimo sussulto prima di un periodo di calo, dovuto anche alle difficoltà nel trovare un sostituto di Embry. Che, dopo due partite dell’impresentabile Gary Plummer, entrambe perse, esordisce il 23 dicembre al Palaeur contro Trieste. È Tod Murphy, ala forte, che inizia sbagliando tutto: 0/7 dal campo. Grazie a Sconochini, però, Roma torna alla vittoria dopo tre sconfitte consecutive. È l’inizio del periodo migliore della stagione. Il nuovo assetto, senza un pivot di ruolo, consente alla squadra di potersi esprimere al meglio in contropiede, grazie a una ottima condizione fisica e a una difesa che si rivela la migliore del campionato. Il marchio di fabbrica diventa la capacità, pressoché unica nella Serie A, di andare in contropiede anche dopo un canestro subito. Esplode definitivamente tutto il talento di Sconochini, che chiuderà la stagione a 21.3 punti di media a partita, il Palaeur si riempie sempre di più fino alle ottomila persone che assistono alla sconfitta per soli due punti contro la Fortitudo ma che si spellano le mani proprio grazie a Sconochini, capace di stoppare Carlton Myers lanciato in contropiede. Una giocata che chi c’era non ha mai dimenticato.

I colpi grossi, però, devono ancora arrivare: il 10 marzo 1996, infatti, la Nuova Tirrena sbanca il Forum di Assago, imponendo la sconfitta casalinga ai futuri campioni d’Italia. Decide un tiro da tre da oltre otto metri di Steve Henson alla fine dei tempi supplementari. La settimana dopo, torna il tutto esaurito al Palaeur, con oltre 13mila persone, per l’ultima giornata della regular season. È un trionfo, la Virtus domina, trascinata da Emiliano Busca, e vince 69-60 contro i campioni d’Italia in carica. La squadra è terza in classifica ed entusiasma, l’unica nota stonata viene dal rapporto tra Caja e Donato Avenia, che relega il capitano quasi sempre in panchina.

La fase a orologio fa perdere alcune posizioni alla Nuova Tirrena, che chiude al sesto posto e ai playoff affronta la Benetton Treviso. E il 24 aprile 1996 ottiene una vittoria clamorosa: 104-101 al Palaverde, con 30 punti di Sconochini e 39 di Henson e una squadra biancoverde colta di sorpresa dalla velocità della formazione romana. Il sogno si spegne in una drammatica gara2, quattro giorni dopo, in un Palaeur ancora strapieno. La Benetton riesce a tenere basso il ritmo di una partita che a un certo punto la vede andare sopra di 13 punti. Caja, a quel punto, si gioca la mossa della disperazione, mettendo in campo Avenia. Il suo impatto, soprattutto a livello carismatico, è incredibile. La rimonta, però, si spegne proprio su un suo tiro da tre fallito a pochi secondi dalla fine, anche a causa di un evidente fallo di Rebraca non fischiato dagli arbitri. Nello spareggio a Treviso la Virtus vende cara la pelle, ma perde 87-77 e chiude una stagione meritandosi ancora una volta tanti applausi per quanto ha saputo trasmettere ai suoi tifosi e per il gioco che ha mostrato a tutta Italia. Attilio Caja viene nominato miglior coach della Serie A.

CALENDARIO A1 1995-96

CLASSIFICA A1 95/96

TABELLONE PLAYOFF

A1 95/96

TABELLONE PLAYOFF A1 95/96